Archivio mostre
Vincenzo Balsamo - L'eco musicale della lyra di Ermes (10/05/2007 -08/06/2007 )

Vincenzo Balsamo nasce nel 1935 in Puglia, a Brindisi. Trasferitosi a Roma da 
giovane, frequenta gli artisti della cosiddetta "Scuola romana", tra cui Mafai, 
Pirandello, Scipione, e Afro. Dagli inizi, negli anni ’60, fino ad oggi, il suo 
percorso artistico è passato attraverso varie fasi, denotando un’apertura alle 
diverse correnti artistiche internazionali. Parte dal Post-impressionismo, ma in 
un’accezione più intimista, che si manifesta in un certo modo di cogliere e 
riprodurre la realtà. Basti notare che il linguaggio pittorico di Balsamo è stato 
ora figurativo, ora astratto, si è rivolto prima al cubismo per arrivare, negli 
anni ’70, ad una sorta di modo informale (le “Decomposizioni”) che sfocerà 
nelle “Nebulose”. Proprio gli anni ’70 sono anni fertilissimi e colmi di opere 
importanti eseguite con tecniche inedite e la luce diviene la base espressiva da 
cui muove la ricerca. Sul finire del decennio, inizia una nuova e sofferta fase, 
quella delle “Evocazioni”, un periodo di introspezione durante il quale decide di 
non esporre. Alla fine degli anni ’80 esce dalla crisi per entrare in un momento 
particolarmente florido per la sua pittura, in cui si succedono le esposizioni sia 
in Italia che all’estero. Ammirando i quadri degli ultimi anni, si ha la sensazione 
che esprimano, come fa notare Floriano De Santi, una compenetrazione 
incessante della terra, del mare e del cielo. 

Vincenzo Balsamo nasce nel 1935 in Puglia, a Brindisi. Trasferitosi a Roma da giovane, frequenta gli artisti della cosiddetta "Scuola romana", tra cui Mafai, Pirandello, Scipione, e Afro. Dagli inizi, negli anni ’60, fino ad oggi, il suo percorso artistico è passato attraverso varie fasi, denotando un’apertura alle diverse correnti artistiche internazionali. Parte dal Post-impressionismo, ma in un’accezione più intimista, che si manifesta in un certo modo di cogliere e riprodurre la realtà. Basti notare che il linguaggio pittorico di Balsamo è stato ora figurativo, ora astratto, si è rivolto prima al cubismo per arrivare, negli anni ’70, ad una sorta di modo informale (le “Decomposizioni”) che sfocerà nelle “Nebulose”. Proprio gli anni ’70 sono anni fertilissimi e colmi di opere importanti eseguite con tecniche inedite e la luce diviene la base espressiva da cui muove la ricerca. Sul finire del decennio, inizia una nuova e sofferta fase, quella delle “Evocazioni”, un periodo di introspezione durante il quale decide di non esporre. Alla fine degli anni ’80 esce dalla crisi per entrare in un momento particolarmente florido per la sua pittura, in cui si succedono le esposizioni sia in Italia che all’estero. Ammirando i quadri degli ultimi anni, si ha la sensazione che esprimano, come fa notare Floriano De Santi, una compenetrazione incessante della terra, del mare e del cielo.