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Shuhei Matsuyama - Shin – On (I suoni) (07/05/2002 -01/06/2002 )

La Fondazione Matalon è lieta di presentare la mostra personale di Shuhei Matsuyama dal titolo "SHIN-ON" (I suoni), a cura di Pier Luigi Senna. 

Shihei Matsuyama è nato a Tokio nel 1955. Dopo aver terminato gli studi all'Accademia di Belle Arti della sua città si trasferisce in Italia per seguire i corsi dell'Accademia di Perugia. Nel 1991, con l'arrivo a Milano, dove attualmete vive e lavora, inizia la sua pressochè ininterrotta attività espositiva: da Venezia a Tokio, San francisco, New York, fino allo Spazio Proietto alle Corderie dell'Arsenale in contemporanea con l'ultima biennale di Venezia.

Tradizione orientale e arte occidentale danno vita a una sintesi originale e affascinante nelle opere di Shuhei Matsuyama, le quali evocano un felice senso di simbiosi tra colore, materia, luce e suono.

Matsuyama arrivato in Giappone ha compreso e assimilato la lezione kandinskijana, che innesta con grande sensibilità sulle problematiche e le modalità espressive caratteristiche della sua cultura d'origine. La mostra ne documenta il percorso artistico dal 1993 a oggi.

Partendo da un'intuizione filosofica, la riducibilità di tutte le cose ad una realtà ultima, Matsuyama dipinge lo Shin-on, il suono delle cose, per cui la pittura deve rappresentare la loro anima, ciè quella musica che le origina e le esprime.

"Sin dall'inizio quando ho dovuto spiegare il significato di Shin-on - scrive l'artista - ho sempre detto che è una sorta di grido dal cuore, espressione in sintonia con il sè".

In giapponese il temine Shin-on comprende sedici significati diversi: on equivale a suono, shin indica le differenti qualità del suono.

La mostra sarà accompagnata dalla diffusione che alcuni artisti hanno prodotto ispirandosi ai suoi quadri e dalle quali lo stesso Matsuyama ha tratto ispirazione.

Scopo della ricerca artistica di Matsuyama è la conoscenza, l'espressione di un significato profondo che si rivela attraverso un linguaggio pittorico nitido e intenso. Anche il supporto (carta di riso, legno, tela o gesso) è scelto con cura per esaltare il valore luminoso della composizione. Il colore si struttura come materia-colore, sopvrapposizione di strati che convergono verso il baricentro fisico e ideale della composizione; si tratta di colori mentali, discreti, che non gridano, ma parlano attraverso il silenzio.

I suoi quadri nascono da una linea originaria, flessuosa, netta e tagliente o dolcemete sfumata che crea una trama fitta e delicata di elementi segnici e un clima emotivo sensibile più alle sfumature del sentire che allo spettacolo dell'esibire.