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Monica Marioni - REBUS (05/03/2014 -31/03/2014 )

 

Il Museo Fondazione Luciana Matalon è lieto di ospitare dal 5 al 31 marzo 2014 la quarta tappa di
REBUS, il progetto espositivo itinerante di Monica Marionia cura di Ivan Quaronie promosso da 
Link Art International. 
Presentato con ampi consensi di pubblico e stampa prima a Roma (Gallerie del Chiostro del 
Bramante) e successivamente a Como (San Pietro in  Atrio) e Lugano (BIM Suisse), la tappa 
milanese  presenta i lavori più recenti dell’artista veneta, realizzati tutti nel 2012: una quindicina di 
opere uniche a raffigurare principalmente nudi, immagini a figura intera, volti. Il bianco, il rosso e
il nero i colori principali, a macchie o come puntifocali da cui partire, comunque sempre ad 
esaltare la linea, protagonista mentre prende formasu cartone o carta di giornale, in particolare 
della rivista “Corrente”, che uscì per la prima volta nel 1938, con il titolo a richiamare l’omonimo 
movimento artistico che cercava un rinnovamento dell’arte italiana in chiave europea. 
La scelta di Monica Marioni non è casuale. L’artista, sempre alla ricerca esasperata di una 
perfezione artistica e intellettuale, che con il progetto  REBUSsegna l’ennesimo passaggio, ricerca, 
screening del lavoro, ha fatto ristampare su cartaidentica all’originale alcuni numeri del periodico
“Corrente” per poi utilizzarli come supporto su cui dipingere. Ecco perché per Monica quelle 
pagine di giornale sono in questa fase le sue nuovetele: che maggiormente esaltano i suoi soggetti 
senza tempo, svelando all’osservatore più attento il dialogo intimo con le parole e le frasi che 
l’artista sceglie come scenografia della rappresentazione pittorica. Nessun riferimento oggettivo 
permette di collocare quei volti e quelle figure inun preciso contesto storico: eppure tutto appare 
facilmente riconoscibile, quasi “familiare”. Monica Marioni riesce dunque a innescare curiosità e 
animus, in una strana dinamica interiore e fisica che risponde all’attrattiva del visitatore. 
REBUS  è un tutto da decifrare partendo da segni visivi riconoscibili collettivamente. Monica 
Marioni compie uno scrupoloso lavoro di raccolta diimmagini - che spesso si possono recuperare 
nel proprio immaginario perché facilmente collocabili - per offrirle al pubblico rivisitate attraverso
un segno personalissimo. Ma l’artista suggerisce senza invadere la dimensione fantastica di chi 
osserva i suoi dipinti: Michelangelo, Dante Alighieri, ma anche personaggi dei fumetti come il 
supercriminale Joker, le donne di Manara, i volti di Modigliani, Egon Schiele. 
Spiega Ivan Quaroni:  “Per la prima volta, con Rebus, la Marioni prende esplicitamente le mosse 
dall’immaginario collettivo, saccheggiando quel gigantesco serbatoio iconografico che è internet. Ispirandosi 
alle centinaia d’immagini del web e interiorizzandoi segni di maestri riconosciuti e autori ignoti, l’artista 
compie un’operazione concettuale, intesa a innescare nell’osservatore un senso di “familiarità” con leopere”. 
Tutti gli artisti sanno che ogni fase della propriacrescita artistica è un confronto a volte dolorosoe 
intimo con loro stessi. Tutti gli artisti cercano,  scrutano, indagano, vivono e mangiano la propria 
arte, spesso la creano per deturparla subito dopo;  rubano, impagliano, sacrificano, prendono 
appunti, disegnano, tracciano, a loro modo trascorrono interminabili giornate a creare immagini il 
più illuminanti possibili, cercando di raggiungere la perfezione che non arriva mai. 
REBUS è dunque un viaggio nel labirinto geniale e folle di un’artista capace di esprimersi con ogni 
mezzo espressivo, ma che è già oltre lo stesso progetto nello stesso momento in cui ci lavora. 
REBUS è un momento di passaggio, di sintesi e approfondimento nello stesso tempo, è lo specchio 
dell’anima, contorta, spezzata e ricomposta, di Monica Marioni  hic et nunc, della sua individualità 
e femminilità. L’artista ristruttura ancora una volta se stessa, in forma primordiale, ritornando al 
disegno, l’espressione artistica più primitiva, “la prima e più immediata forma di creazione d’immagini, 
quella più vicina alla sorgente dei pensieri e delle emozioni e che, dunque, meglio si presta alla 
rappresentazione di pulsioni represse e immagini rimosse”come scrive Ivan Quaroni. 
REBUS 
Un progetto artistico di Monica Marioni 
A cura di Ivan Quaroni 
MUSEO FONDAZIONE LUCIANA MATALON 
Foro Buonaparte 67, Milano 
Dal 5 al 31 Marzo 2014 
Tea Time stampa e ospiti: Mercoledì 5 Marzo dalle ore 17.00
Vernissage aperto al pubblico: Mercoledì 5 Marzo dalle ore 19.00 
Orari di apertura al pubblico: da Martedì a Sabato 10.00-19.00; Domenica e Lunedì chiuso 
Informazioni al pubblico: www.fondazionematalon.org| www.monicamarioni.com
Ingresso libero 
Catalogo: Maretti Editore, 64 pagine, € 15,00 
Ufficio stampa Museo Fondazione Luciana Matalon 
Chiara Belli e Nadia Vitari 
t. 02 878781 | t. 02 45470885 | fineart@fondazionematalon.org 
Ufficio stampa Progetto Rebus: 
Studio de Angelis, Milano 
Stefano De Angelis | tel. 02 324377 c. 345 7190941 | info@deangelispress.it 
Sonia Dametto | c. 388 1020425 | sonia@deangelispress.it 

Il Museo Fondazione Luciana Matalon è lieto di ospitare dal 5 al 31 marzo 2014 la quarta tappa di REBUS, il progetto espositivo itinerante di Monica Marioni a cura di Ivan Quaroni e promosso da Link Art International. 

 

Presentato con ampi consensi di pubblico e stampa prima a Roma (Gallerie del Chiostro del Bramante) e successivamente a Como (San Pietro in  Atrio) e Lugano (BIM Suisse), la tappa milanese  presenta i lavori più recenti dell’artista veneta, realizzati tutti nel 2012: una quindicina di opere uniche a raffigurare principalmente nudi, immagini a figura intera, volti. Il bianco, il rosso e il nero i colori principali, a macchie o come puntifocali da cui partire, comunque sempre ad esaltare la linea, protagonista mentre prende formasu cartone o carta di giornale, in particolare della rivista “Corrente”, che uscì per la prima volta nel 1938, con il titolo a richiamare l’omonimo movimento artistico che cercava un rinnovamento dell’arte italiana in chiave europea. 

La scelta di Monica Marioni non è casuale. L’artista, sempre alla ricerca esasperata di una perfezione artistica e intellettuale, che con il progetto  REBUS segna l’ennesimo passaggio, ricerca, screening del lavoro, ha fatto ristampare su cartaidentica all’originale alcuni numeri del periodico“Corrente” per poi utilizzarli come supporto su cui dipingere. Ecco perché per Monica quelle pagine di giornale sono in questa fase le sue nuovetele: che maggiormente esaltano i suoi soggetti senza tempo, svelando all’osservatore più attento il dialogo intimo con le parole e le frasi che l’artista sceglie come scenografia della rappresentazione pittorica. Nessun riferimento oggettivo permette di collocare quei volti e quelle figure inun preciso contesto storico: eppure tutto appare facilmente riconoscibile, quasi “familiare”. Monica Marioni riesce dunque a innescare curiosità e animus, in una strana dinamica interiore e fisica che risponde all’attrattiva del visitatore. 

 

REBUS  è un tutto da decifrare partendo da segni visivi riconoscibili collettivamente. Monica Marioni compie uno scrupoloso lavoro di raccolta diimmagini - che spesso si possono recuperare nel proprio immaginario perché facilmente collocabili - per offrirle al pubblico rivisitate attraversoun segno personalissimo. Ma l’artista suggerisce senza invadere la dimensione fantastica di chi osserva i suoi dipinti: Michelangelo, Dante Alighieri, ma anche personaggi dei fumetti come il supercriminale Joker, le donne di Manara, i volti di Modigliani, Egon Schiele. 

 

Spiega Ivan Quaroni:  “Per la prima volta, con Rebus, la Marioni prende esplicitamente le mosse dall’immaginario collettivo, saccheggiando quel gigantesco serbatoio iconografico che è internet. Ispirandosi alle centinaia d’immagini del web e interiorizzandoi segni di maestri riconosciuti e autori ignoti, l’artista compie un’operazione concettuale, intesa a innescare nell’osservatore un senso di “familiarità” con leopere”. 

Tutti gli artisti sanno che ogni fase della propriacrescita artistica è un confronto a volte doloroso e intimo con loro stessi. Tutti gli artisti cercano,  scrutano, indagano, vivono e mangiano la propria arte, spesso la creano per deturparla subito dopo;  rubano, impagliano, sacrificano, prendono appunti, disegnano, tracciano, a loro modo trascorrono interminabili giornate a creare immagini il più illuminanti possibili, cercando di raggiungere la perfezione che non arriva mai. 

 

REBUS è dunque un viaggio nel labirinto geniale e folle di un’artista capace di esprimersi con ogni mezzo espressivo, ma che è già oltre lo stesso progetto nello stesso momento in cui ci lavora. 

REBUS è un momento di passaggio, di sintesi e approfondimento nello stesso tempo, è lo specchio dell’anima, contorta, spezzata e ricomposta, di Monica Marioni  hic et nunc, della sua individualità e femminilità. L’artista ristruttura ancora una volta se stessa, in forma primordiale, ritornando al disegno, l’espressione artistica più primitiva, “la prima e più immediata forma di creazione d’immagini, quella più vicina alla sorgente dei pensieri e delle emozioni e che, dunque, meglio si presta alla rappresentazione di pulsioni represse e immagini rimosse”come scrive Ivan Quaroni. 

 


Ecco le immagini della mostra

Monica Marioni Urlo mixed media on canvas and jeans 80X118 cm 2013
Monica Marioni Submitted tecnica mista su tela cm 93x149 2012
Monica Marioni Women tecnica mista su tela cm 115 x 80 2012
Monica Marioni the choice mixed media on jeans 118X110 cm 2013