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Maria Micozzi - Il peso della leggerezza: nodi e paradossi (23/10/2002 -23/11/2002 )

La Fondazione Luciana Matalon è lieta di presentare la mostra di Maria Micozzi dal titolo "Il peso della leggerezza - nodi e paradossi", a cura di Pier Luigi Senna.

 

Maria Micozzi è nata a Tolentino; per scelte famigliari non ha mai frequentato scuole d'arte, anche se le sue disposizioni creative si sono evidenziate precocemente. I suoi studi sono stati di formazione classica e scientifica, ai quali si sono aggiunti quelli in psicoanalisi e epistemologia. Sempre molto legata alla pittura e alla scultura, ne coltiva l'espressione, come libera professionista, solo a partire dal 1985.

 

La ricerca di Micozzi si presenta subito come straordinaria ed eccentrica, spostata dal baricentro attorno a cui di norma si raccolgono i linguaggi artistici, attenta ad organizzarsi sulle diffrazioni, sul valore dello strappo, dello spettro deviato, della disimmetria, ma allo scopo di raggiungere inusitate cuciture e combinazioni. La sua è una pittura che si compone di frammenti, spazi di relazioni e di parti distinte che mantengono la loro autonomia, ma poi si ritrovano ulteriormente inanellate da nessi poetici.

L'opera d'arte, di conseguenza, può essere letta con diversi gradi di approfondimento. Questo rende ragione del fascino intenso, non sempre spiegabile a pieno, esercitato dai lavori di Maria Picozzi sugli osservatori: lo sguardo non ne esaurisce il portato, la comunicazione avviene per fasci e strati.

Pesantemete affetta dal vizio di pensare, Maria Micozzi non riesce a spogliarsi di tutti i suoi interessi, filofici, antropologici, psicologici, psicanalitici, epistemologici, linguistici... quando si cala nel ruolo di artista. Tutto il suo retaggio di elucubrazione finisce quindi trafuso, per quanto metabolizzato e sublimato, in lievità e con senso stetico, nei suoi lavori.

Quelli presentati in questa sede non costituiscono eccezione: progettata ad hoc per lo spazio che la ospita, la mostra è impostata sul piano visivo, architettonico e logico, come un'unità organica.

Il titolo allude ai materiali impiegati nei polittici: lastre e listelli di plexiglass e reti metalliche, supporti trasparenti (ma non privi di durezza e grevità) con interventi pittorici diretti o su carte riportate. Ma richiamano anche il peso di una serie di comportamenti sociali del nostro tempo, di chi agisce con leggerezza. I nudi sono presenti fisicamente, proposti da funi colorate e enfatizzati in tutta crudeltà da nidi di chiodi.

Infine di paradossi, Maria Micozzi ne segnala uno in particolare: l'uomo si è posto al centro delle procedure che governano il pianeta, un parte si è imposta al tutto. Paradossale è appunto questo sovvertimento.