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Pietro Diana - Incisioni, altre carte, automates (18/09/2002 -19/10/2002 )

La Fondazione Matalon è lieta di ospitare la mostra personale di Pietro Diana dal titolo "Pietro Diana. Incisioni, altre carte, automates", a cura di Pier Luigi Senna. Diana, artista milanese, si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Brera nel 1954; qui, prima come assistente, poi dal 1976 come pittore titolare della prima cattedra, ha insegnato tecniche dell'incisione fino al 1997. Numerose sono le mostre cui ha partecipato e le personali in Italia e all'estero.

A un anno dall'antologica al Museo Epper di Ascona, la mostra attuale presenta una rilevante selezione dell'opera grafica di Pietro Diana che permette di ripercorrere il suo lungo itinerario di ricerca dalla metà degli anni Sessanta fino ad oggi. Le opere, raggruppate per temi: "Castelli fantastici", "Mostri", "Apocalisse", rivelano già dai titoli la loro origine visionaria, personale e autentica, svincolata da matrici letterarie o suggestioni surrealiste.

Diana rimane fedele al rigoroso impiego delle tecniche tradizionali dell'acquaforte e dell'acquatinta e a un linguaggio figurativo attraverso il quale, oltre a rendere con delicata e penetrante sensibilità lirici aspetti del reale, crea, spesso con ironia, immagini fantastiche e visionarie, intensamente simboliche, che scandagliano le profondità dell'animo umano.

"Mostri" che rappresentano nello stesso tempo la violenza e la crudeltà che ci minacciano dall'esterno e l'oscuro demoniaco che è dentro di noi. "Castelli" come cupi manieri a strapiombo sull'orrido o divenuti organismi viventi nel reame della favola. 

Sono immagini collocate fuori dal tempo, terrori contemplati con saggio distacco seguendo fantasticherie suggerite dalla sensibilità personale e tradotti in segni di estrema eleganza e gran compostezza.

Emblematico nella produzione di Diana è il tem della civetta che, come uccello notturno è legato a simbologie inquietanti, ma per la sua capacità di vedere nella notte, rappresenta la facoltà di superare il limite dell'immediato conoscibile. In mostra sono presenti alcuni acquarelli (Diana iniziò il suo lungo magistero a Brera come assistente ad una cattedra di pittura), disegni e una serie di automates, bizzarre e fantastiche sculture, talvolta a carattere erotico, dotate di congegni che muovonoelementi e personaggi, sempre posti in chiave ludica e ironica.