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L'EREDITA' DELLA MACCHIA (13/01/2011 -26/02/2011 )

Sabato 12 febbraio alle ore 17, per festeggiare la festa di San Valentino, vi sarà l’estrazione, tra tutte le gentili signore presenti, di un disegno del pittore Malesci (Vaso di fiori ), di 10 libri sul pittore Giovanni Malesci e di un portafoto in argento, un collier di perle Hiridee, una borsa De Wan in pelle e preziosi oggetti d’arte in vetro di Murano gentilmente offerti dalla società De Wan.

 

Il Museo Fondazione Luciana Matalon è lieto di presentare dal 13 gennaio al 26 febbraio 2011 la mostra: L’eredità della macchia. Dalle incisioni di Giovanni Fattori alla pittura di Giovanni Malesci curata da Roberto Ungaro, con il patrocinio degli assessorati alla cultura di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano. In occasione della mostra, la Fondazione ha ricevuto una medaglia del Presidente della Repubblica, come riconoscimento dell’impegno profuso nell’attività di promozione dell’arte contemporanea. Attraverso ben oltre cento opere fra acqueforti, litografie, disegni e dipinti, oltre a interessanti video, fotografie, cataloghi e libri, viene reso omaggio alla pittura d’ispirazione macchiaiola dei due pittori toscani e alla loro testimonianza artistica del periodo e delle guerre dal Risorgimento alla Prima Guerra Mondiale, in ricordo del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Giovanni Fattori, il pittore dell’epopea risorgimentale e delle vedute maremmane, considerato insieme a Silvestro Lega e a Telemaco Signorini tra i maggiori esponenti del movimento dei Macchiaioli, verrà ricordato non solo con alcune delle sue più belle acqueforti, ma anche con documenti inediti che ne raccontano la storia. Una mostra di nicchia per pochi eletti, che fa di Fattori uno degli osservatori più attenti e acuti dell’anima del proprio tempo, arricchita da un approfondimento sulle sue opere che recano testimonianza e lustro ai 150 dell’Unità d’Italia. Accanto alle opere di Giovanni Fattori, quasi a testimoniare una sorta di parabola ideale con l’ispirazione artistica del pittore livornese, troviamo i lavori di Giovanni Malesci, suo allievo prediletto nonché uno dei più importanti artisti della Grande Guerra.Le opere di Malesci ruotano essenzialmente attorno a tre soggetti: gli animali, come nel famoso quadro del “Bue sdraiato”, protagonisti immancabili nella pittura toscana tra Ottocento e Novecento; i paesaggi, particolarmente amati da Malesci e che meglio evidenziano le linee lungo le quali maturò il suo stile come nel dipinto “Antignano”; i ritratti, che per Malesci, sulla scia di Fattori, dovevano essere un documento di verità. La mostra prevede inoltre un confronto il maestro e l’allievo, con dipinti e carte che ne raccontano le vite e le esperienze militari. L’intero percorso espositivo è corredato da numerosi pannelli che aiutano il visitatore nella scoperta dell’arte di due pittori davvero speciali, uniti tra loro dalla passione per il vero e da un’amicizia profonda e sincera.